Mary Poppins Returns: sarà stata davvero una stupendosa idea?

Per chi è cresciuto con la tata “praticamente perfetta sotto ogni aspetto” questo film è un piccolo colpo al cuore. Emily Blunt non è Julie Andrews, anzi siamo ben lontani dalla perfezione, dalla simpatia e dall’empatia di un personaggio così “magico” come Mary Poppins.

Al ritorno della tata, manca giusto quel “poco di zucchero” per farci digerire l’amara pillola di un remake di cui, forse, non si sentiva la necessità.

La storia ricalca in linea generale i temi del primo film, riproponendo la ricerca dell’essenziale, della bellezza nelle piccole cose, della fortuna dietro l’angolo. La struttura narrativa è pressoché identica e l’obiettivo di registi e produttori è attrarre un pubblico nuovo.

Attraverso gli occhi dei piccoli Banks, John, Annabel e Georgie, viviamo il dramma dei grandi di casa, Jane e Michael, concentrati su loro stessi, sui problemi quotidiani e sull’imminente sfratto.

Jane e Michael ricalcano alla perfezione i genitori: lei giovane sindacalista alla prime armi, lui cassiere della banca dove lavorò anche il padre.

I fratelli gemelli non ci emozionano minimamente, a differenza di Georgie, il più fantasioso dei tre bambini, che ricorda, in maniera neanche troppo velata, il futuro (e omonimo) re d’Inghilterra, con tanto di capelli biondi e occhioni da cerbiatto.

Mary Poppins torna a sistemare le cose, per prendersi cura dei “piccoli” Banks, pretendendo ogni secondo lunedì libero. Tutti concentrati nel superamento del lutto (gli orfanelli sono uno dei temi più cari alla Disney), i bambini si fanno trasportare da Mary Poppins in vasche da bagno, gite in campagna, bizzarri incontri “sottosopra” (fra gli episodi più riusciti del film, grazie anche alla brillante interpretazione di Meryl Streep nei panni della cugina Topsy), e una originalissima gita nelle fogne di Londra… alla scoperta della luce e dei lampionai capitanati da Jack.

Le coreografie non sono poi così “stupendose” come ci viene spesso cantato, e ancor meno lo è l’animazione, soprattutto quella dell’episodio nel vaso di porcellana, dove i protagonisti indossano abiti di carta che si amalgamano poco e male con i disegni animati. E qui, è obbligatorio un dejavù col film originale, dove la magia era proprio l’illusione dell’animazione e il connubio perfetto del live action. Per la serie, si stava meglio quando si stava peggio, possiamo dire che si disegnava meglio quando si disegnava a mano, o per dirla con una parola sola, quando tutto era supercalifragilistichespiralidoso.

Ricco di citazioni e autocitazioni, Mary Poppins Returns saccheggia idee dall’intero mondo Disney, oltre che dal film originale, di cui non vuole essere sequel, bensì remake.  Nell’episodio “animato” ritroviamo tra gli altri: i tre porcellini, fratellino e sorellina di Robin Hood, Dumbo, il tricheco e il carpentiere di Alice, lo scimpanzé de Il libro della giungla e numerosi personaggi di Fantasia, giusto per citarne alcuni.

Per non parlare, dalla scala della libreria a caccia del libro dei “sogni” (La bella e la bestia), l’orologio della torre di Londra con Mary Poppins che vola nel cielo (Peter Pan), l’originalissima idea del disegno nell’aquilone che appare all’ultimo minuto, esattamente come il testamento di Marvin Acme in Chi ha incastrato Roger Rabbit, fino al finale ispirato ad Up.

Ci piace Colin Firth nei panni nel cattivo, ma gli applausi sono tutti per Dick Van Dike. Fedele a se stesso, e al suo personaggio, nel suo cameo, in pochi minuti asfalta l’intero cast, dando una vera lezione professionale, artistica e di vita a pubblico e attori.

Al pubblico piacerà, questo è sicuro. Impresa difficile, ma non impossibile sarà, invece, conquistare i cuori dei fan di Mary Poppins. Il segreto è, come già detto, provare a pensare a Mary Poppins Returns come un remake più che un sequel, apprezzando la “stupendosa idea” ed il tentativo di ridare vita, oggi, ad un personaggio magico come quello creato da Pamela L. Travers, e amato fortemente da Walt Disney.

Chissà se davvero “tutto è possibile, persino l’impossibile”, pure amare un remake.

Credits

Titolo originale: Mary Poppins Returns (2018)
Regia: Rob Marshall  
Con: Emily Blunt, Meryl Streep, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Colin Firth, Dick Van Dyke, Angela Lansbury, Julie Walters, Jeremy Swift
Durata: 125 minuti